2014: Ascesa e declino di capannonopoli

Local Area Network propone un’analisi relativa alla dinamica dei capannoni  durante il periodo della crisi economica 2007 – 2012, confrontando tre serie di dati:

  • quelli catastali, che ci fotografano esattamente il “quanto” realmente costruito; ne viene che anche nei sei anni considerati c’è un effetto cometa, si continua a costruire, i capannoni in termini di volumetrie crescono del 16,2% in Veneto;
  • quelli ISTAT delle concessioni a costruire, ovvero il “quanto” viene concesso di costruire nello stesso periodo, e qui il calo comincia a profilarsi consistente: -64,8%;
  • i dati delle compravendite di immobili industriali, Agenzia del Territorio, che ci dice il “quanto viene realmente attivato”: le compravendite, invece, crollano verticalmente dal 2007 al 2012: – 45%.

Le Province che costruiscono più edilizia industriale nella crisi, sono quelle a vocazione turistica e che rappresentano importanti nodi logistici e infrastrutturali: Venezia (+ 26,3%) e Verona (+24,6%). Quelle in cui frena di più la costruzione di nuovi capannoni sono le tre Province più frizzanti, dal punto di vista industriale, nel decennio precedente: Vicenza + 8,7% Padova + 12,1% e Treviso + 15,0%.

Le province in cui è crollata la richiesta di nuove concessioni sono di nuovo quelle che in precedenza avevano costruito di più: Verona – 70,8%, Treviso – 69,8% e Vicenza – 68,0%. Meno accentuata a Rovigo e Padova.

Infine, le compravendite diminuiscono vistosamente in particolare a Belluno (-56,3%), Vicenza (-49,3%) e Venezia (-49,5%), di nuovo, la caduta è meno accentuata a Rovigo e Padova.

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