In Veneto nel 3° trimestre 2011 cala il numero di protesti

I dati del terzo trimestre 2011 per il Veneto evidenziano un calo del numero di protesti (-13%), in linea con la tendenza generale dell’Italia, anche se il numero di aziende protestate rimane superiore rispetto ai valori pre-crisi. Il dato risulta positivo grazie alla riduzione dei protesti tra le ditte individuali, mentre un trend negativo si registra nelle altre forme di impresa: il numero di società con almeno un protesto è, infatti, in crescita rispetto al terzo trimestre del 2010.

Tra luglio e settembre del 2011 sono stati rilevati nel territorio nazionale 209 mila protesti a circa 66 mila imprese. I dati, secondo gli archivi Cerved Group, segnano una diminuzione rispetto allo stesso periodo del 2010 (-4,6% titoli protestati e 2,1% soggetti con almeno un protesto), proseguendo su un trend discendente che sta lentamente portando il numero dei protesti sui livelli pre-crisi.

Scendendo maggiormente in dettaglio si rileva come il fenomeno risulta in miglioramento tra le ditte individuali, ma evidenzia una tendenza negativa nelle forme più strutturate di impresa: per le società di persona o di capitale risultano in aumento sia il numero di soggetti con almeno un protesto (+0,4%), sia l’importo complessivo dei titoli contestati (+6,8%). Dal punto di vista settoriale, le dinamiche del terzo trimestre 2011 si caratterizzano per una certa eterogeneità. La situazione risulta in netto miglioramento per le società che operano nell’industria (9,5% rispetto al terzo trimestre del 2010), in cui comunque il numero di soggetti protestati rimane superiore rispetto ai livelli pre-crisi (+9,6%). Aumentano invece le società con almeno un protesto nei servizi (+4,2% sul terzo trimestre 2010 e ancora +33% rispetto al periodo pre-crisi) e nelle costruzioni (+3,9%), settore in cui il numero di aziende protestate risulta addirittura del 58% maggiore rispetto a quello che si riscontrava prima della crisi.

Anche le tendenze territoriali non sono omogenee e indicano che il peggioramento è legato alle dinamiche osservate nel Centro‐Sud. Nel Mezzogiorno e nelle Isole si contano circa 8mila società con almeno un protesto (27 mila imprese includendo anche le ditte individuali),un incremento pari a +3,9% rispetto allo stesso periodo del 2010 e un valore significativamente superiore rispetto a quanto si osservava prima della recessione del 2008 (+31,7%). Nell’Italia Centrale sono state protestate più di 5 mila società (17 mila includendo anche le ditte individuali), un aumento del +2,5% rispetto al terzo trimestre del 2010 e un valore del 32% maggiore rispetto al periodo pre-crisi. Nel Nord Ovest, nonostante la diminuzione del -2,9% osservata nel terzo trimestre – il numero di soggetti protestati rimane ben superiore ai livelli pre-crisi (+27,8%). Il calo dei protesti è invece più evidente nel Nord Est, in cui si registra una riduzione del -9,4% sul terzo trimestre del 2010. I miglioramenti sono diffusi a tutte le regioni dell’area, con un calo del 32% in Friuli, del 14,6% in Trentino, del 13% in Veneto e dell’1,5% in Emilia Romagna.

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