Il nuovo Piano Casa funziona, anche se il numero di richieste è inferiore alla precedente edizione

Il nuovo Piano casa funziona nonostante la crisi: modifiche dei volumi, ampliamento degli spazi, ristrutturazioni sono le modalità di intervento più diffuse. Secondo le previsioni della Regione alla scadenza del nuovo Piano casa nel novembre del 2013 si arriverà a circa 15 mila richieste, una cifra minore rispetto alle 25 mila della prima versione (termine scaduto nell’estate 2011) e che ha visto investimenti per quasi 2 miliardi e mezzo di euro. Il dato evidenzia come nonostante la crisi la domanda c’è, anche se la nuova edizione del Piano casa non basta per rilanciare il comparto. E si avanzano un paio do ipotesi per sostenere maggiormente il settore in questa fase di crisi:

  • trasformare, a livello legislativo, i Piani casa in una norma permanente, in modo da non esporre il mercato alle oscillazioni tipiche di quando ci sono leggi a scadenza;
  • trasformare il Piano casa in “Piano città” per passare dalla riqualificazione dei singoli edifici a quella di interi centri urbani.

La vera sfida del Veneto, infatti, non è tanto quella di costruire nuovi stabilimenti ed edifici ma di recuperare i volumi esistenti nella speranza che, in pochi anni, il costruito residenziale in eccesso venga assorbito dal mercato, perché negli ultimi anni in Veneto si è costruito di più che in altre regioni e di nuove case per il momento non ce n’è bisogno. In questo modo, inoltre, si potrebbe ridare slancio anche ad altri settori come quello del mobile.

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