Rispetto al 2008 si registra un -18% di imprenditori “under 30” nel Nordest

Alla fine del 1° semestre 2012 in Italia solo un’azienda su dieci vede a capo, oppure nella maggioranza delle cariche societarie presenti, soci giovani. Nei primi sei mesi dell´anno sono cessate 224 mila imprese di cui più di 34 mila ( il 15% del totale) erano guidate da under 30. Dall’inizio della crisi i settori che risentono maggiormente di questa emorragia di giovani imprenditori sono l’industria e le costruzioni (rispettivamente -42% e e-23% rispetto al 2008), mentre i servizi soffrono meno (-3%).

In Veneto il fenomeno assume dimensioni ancora più negative con una flessione del 17,2% rispetto al 2008 contro una media nazionale pari a -13,5%. Inoltre, tra le peggiori dieci province italiane in quanto a ricambio generazionale, ben quattro sono venete: Vicenza, Venezia, Belluno e Treviso. Secondo Datagiovani nel Nordest (Emila Romagna, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Veneto) si contano 52.160 giovani imprenditori per una contrazione del 18% rispetto all’inizio della crisi; tale variazione risulta più ampia di quella registrata nelle altre ripartizioni geografiche: Nordovest (-15,1%), Centro (-8,3%); Sud e Isole (-12,8%). Per cercare di invertire la tendenza il Governo sta ora definendo un nuovo programma per facilitare lo start up delle imprese con l’intento di ridare slancio al sistema economico finanziando soprattutto le idee e le iniziative degli under 30. Le semplificazioni burocratiche, gli sgravi fiscali previsti, le agevolazioni per l’accesso al credito sono tra le principali misure previste per stimolare la voglia di fare impresa dei giovani, che più di altri sembrano essere stati più penalizzati negli ultimi quattro anni.

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