La Commissione Sanità approva le schede di programmazione ospedaliera

La Commissione Sanità della Regione ha approvato le schede di programmazione ospedaliera per le 24 aziende sanitarie del Veneto. Con tale provvedimento si sono stabilite le dotazioni di reparti, primariati e posti letto per le 21 aziende territoriali, le due aziende ospedaliere di Padova e Verona e l’ Istituto Oncologico Veneto.

Il nuovo Piano socio-sanitario prevede, innanzitutto, la riduzione dei posti letto con un taglio di 1.200 unità fissandone il limite a 17.300; introduce un blocco sostanziale dei primariati e avvia la fusione dei reparti cosiddetti “duplicati”. Ogni provincia di fatto deve riconvertire i piccoli ospedali per puntare tutto su quello del capoluogo che diventa il punto di riferimento della sanità per acuti;  per tutte le altre strutture, invece, sono necessari processi di riconversione.

Con questi nuovi strumenti si punta a privilegiare la cura diffusa sul territorio rispetto alla degenza ma l’intento è anche quello di cercare di attirare nuovi pazienti da fuori Regione. Se è vero che il Nordest è méta, infatti, di numerosi pazienti provenienti dal Sud, è anche vero che al Veneto costa circa 70 milioni la “fuga” verso il Friuli, mentre in senso contrario si incassano “solo” 30 milioni. Non sono solo le cliniche private od il CRO di Aviano ad attrarre pazienti, ma anche le case di cura private e su questo fronte con il riassetto del Piano socio-sanitario la Regione punta ad incrementare l’attrattività di queste strutture con la prospettiva di rilanciare il settore anche in termini di volume d’affari e di sbocchi occupazionali.

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