Progetto operativo nazionale (Pon) “Città metropolitane”

Le città metropolitane potranno beneficiare di finanziamenti europei nell’ambito del Progetto operativo nazionale (Pon) “Città metropolitane” che è stato presentato ai sindaci delle 14 Città metropolitane. Il percorso appena avviato dovrà concorrere alla definizione del documento di Programma da notificare alla Commissione Europea, nella versione finale dell’Accordo di Partenariato sul nuovo ciclo dei fondi comunitari 2014-2020.

Inoltre attraverso i Programmi operativi regionali (Por) alle 10 Città metropolitane (Roma, Bari, Bologna, Genova, Firenze, Milano, Napoli, Torino, Reggio Calabria e Venezia), individuate dal ddl Delrio “Disposizioni sulle Città metropolitane, sulle Province, sulle unioni e fusioni di comuni”, più le 4 Città metropolitane delle Regioni a statuto speciale (Cagliari, Catania, Messina e Palermo), così come previsto dalla rispettiva normativa regionale, saranno destinate risorse per un totale di circa un miliardo di euro. Per la definizione dei contenuti progettuali, il Por avrà come interlocutori i sindaci dei Comuni capoluogo (Autorità urbana), ai quali è anche demandato il compito di costituire partnership e progetti di scala inter-comunale per favorire la mobilità sostenibile, la riduzione dei consumi energetici e la diffusione di servizi digitali.

Nel progetto saranno coinvolte anche le Amministrazioni regionali, chiamate a sostenere, con specifiche linee di attività dei Programmi operativi regionali, le altre componenti dell’Agenda urbana, ed in particolare l'”Inclusione sociale” e i “Servizi avanzati e filiere produttive”, legate all’innovazione.

 

Intanto entro la fine di febbraio il ddl Delrio dev’essere votato da Camera e Senato, sennò si rischia di tornare al voto in 52 province, tra cui Venezia, Padova, Verona e Rovigo, con conseguente affossamento della riforma.

Per accelerare i tempi e ovviare al consistente numero dei emendamenti (circa 3mila) si tenta di tornare al testo originario del ddl mantenendo le nove città metropolitane previste dalle legge del 1990 più Reggio Calabria, che partirà dal 2016. Queste aree rispondono ai criteri fissati dall’Unione europea, mentre le altre proposte avanzate come la Pa.Tre.Ve. o la VI-VR-RO potranno essere valutate in un secondo momento tramite la procedura prevista dall’articolo 133 della Costituzione.

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