Energia elettrica: cresce in Veneto la produzione nel 2012

Nel 2012 la produzione netta di energia elettrica in Veneto è stata pari a 15.476 Gwh (16.355 Gwh quella lorda), in crescita rispetto al 2011 dopo che negli ultimi dieci anni (dal 2000 in poi) si è assistito ad un calo progressivo con un rapporto produzione / consumi che all’inizio del millennio evidenziava un surplus, mentre alla fine del 2011 la produzione netta ha coperto solo il 52,2% della domanda.

Focalizzando l’attenzione sui consumi finali per settore, secondo i dati pubblicati dalla Regione Veneto, l’industria nel 2012 risulta ancora il settore dominante con il 49,8% (42,6% in Italia) ed in calo rispetto al 2011 (51% del totale regionale). Il secondo settore in ordine di importanza sui consumi energetici è quello terziario, 28,6%, mentre quello domestico è al terzo posto, assorbendo il 19,3% della domanda complessiva. Chiude l’agricoltura con una quota residua che, su scala regionale arriva al 2,3%.

Scendendo al dettaglio provinciale il trend dei consumi dal 2000 al 2012 mostra andamenti simili per Padova, Treviso, Verona e Vicenza con una lenta crescita fino al 2007 per poi arrestarsi e scendere nel 2009. Segue una ripresa nel 2010 per assestarsi poi nel 2011 e nel 2012. Un andamento totalmente diverso caratterizza Belluno e Rovigo, il cui livello assoluto di consumi è più basso e che rimane piuttosto costante nei 13 anni considerati. Infine Venezia presenta una tendenziale diminuzione dei consumi che si accentua in modo particolare dal 2008 fino al 2011 per poi stabilizzarsi nel 2012

Per quanto riguarda le fonti rinnovabili la produzione di energia elettrica in Veneto nel 2012 ammonta a 6.470 Gwh, pari al 39% della produzione lorda totale contro una media nazionale del 31%. Il trend degli utlimi 10 anni rivela un andamento stazionario tra il 2000 al 2007 per poi crescere in maniera sostenuta nell’ultimo periodo. Tra le fonti rinnovabili al primo posto figura la produzione idroelettrica con oltre il 23% in Veneto, al secondo posto si trova il fotovoltaico che, con il forte sviluppo degli ultimi anni, ha toccato il 9,2% su scala regionale, al terzo le biomasse con il 7% e al quarto l’eolico con una quota residuale al di sotto dell’1%.

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