Veneto indietro per i servizi della logistica. Capodistria primo porto dell’Adriatico

Capodistria batte tutti i porti adriatici nella movimentazione delle merci. Il Veneto è ancora indietro per i servizi della logistica: gli interporti ed i porti non sono adeguatamente collegati con le principali direttrici europee e le infrastrutture per l’intermodalità ferroviaria sono ancora carenti.

I porti veneti, e più in generale quelli italiani, sono più indietro rispetto agli altri grandi porti europei: offrono servizi limitati e non sono collegati in maniera adeguata alle grandi direttrici europee. Il trasporto merci su ferrovia, poi, è troppo costoso e gli spedizionieri preferiscono scaricare le merci a Capodistria per poi trasferirle in Italia su treni sloveni, sfruttando tariffe più contenute. Capodistria quindi per questioni strategiche, ma anche economiche, è diventato il fulcro delle movimentazioni merci dell’Adriatico, mentre l’Italia ed il Veneto devono rincorrere. Le potenzialità di sviluppo sono enormi considerando che la penisola è interessata dall’attraversamento di due delle più importanti direttrici europee, che tra l’altro passano per il Veneto: da Nord A Sud (da Berlino a Napoli, via Brennero, Verona, Bologna, Firenze e Roma) e da Est a Ovest (da Lisbona a Kiev attraverso la pianura padana e il Tarvisio). Secondo stime riferite nel convegno organizzato da Unioncamere per presentare il piano internazionale della logistica 2011-2020, l’Italia potrebbe guadagnare un milione di posti di lavoro e 10 miliardi di euro l’anno dai dazi, ma per raggiungere tali obiettivi si deve puntare maggiormente sull’intermodalità ferroviaria per abbattere i costi e assicurare un adeguato collegamento tra gli scali marittimi e l’entroterra.

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