Eni ha ceduto al Comune di Venezia e alla Regione Veneto 110 ettari di Porto Marghera, secondo il piano previsto dall’accordo sulle bonifiche siglato a metà aprile per la riconversione dell’area del petrolchimico. Si tratta del 5% dell’intera zona industriale e attualmente tali terreni risultavano dismessi. Questi a loro volta, poi, dovranno essere ceduti ad investitori privati interessati ad aprire nuove industrie e rappresentano un primo passo verso il processo di riqualificazione dell’intera area industriale.
Secondo Luca Romano, direttore di Local Area Network e curatore di un’apposita ricerca per conto della Uil Veneto, non bastano però le semplificazioni normative e gli accordi di programma, quello che serve oggi è la creazione di una agenzia con un commissario delegato che:
- assicuri la rapidità delle procedure di approvazione dei progetti di bonifica e sviluppo di nuove attività industriali e logistiche;
- garantisca un’efficace attività di promozione e marketing delle aree da rilanciare e sia in grado, nel contempo, di verificare la serietà e affidabilità, in termini economici e ambientali, degli imprenditori che vogliono investire.
