Il Veneto soffre di più la crisi

Il quadro economico. I consumi delle famiglie in termini reali si sono contratti del 6,5% dal 2007 al 2010. Nello stesso arco di tempo la ricchezza pro capite è calata dell’8,5%. Il tasso di disoccupazione è salito al 5% (nel 2007 era al 3%) e la disoccupazione si attesta al 19%. Questi sono i dati che sintetizzano il declino del Veneto durante gli anni della crisi. Secondo la relazione della Banca d’Italia sullo stato dell’economia regionale il divario tra la regione ed il resto d’Italia si è ridotto notevolmente: nel 2002 i cittadini veneti erano mediamente più ricchi dell’11% rispetto alla media nazionale, mentre nel 2010 il gap si è ridotto al 3,6%. Solo l’attività turistica tiene (+4,2% delle presenze), mentre l’export che nel 1° trim. 2012 evidenzia un incremento del +2,1% cresce meno della media nazionale (+5,5%).

La situazione del credito. Un ulteriore dato negativo si ricava dalla situazione finanziaria delle imprese e delle famiglie: nel primo trimestre del 2012 i prestiti, infatti, sono diminuiti del 3,2%, anche se la tendenza ad aprile si registra più contenuta (-1,1%). Per quanto riguarda le sofferenze queste sono salite al 10,4% dello stock dei prestiti, senza contare gli altri crediti “difficili” che rappresentano un ulteriore 7,7% dell’ammontare complessivo.

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