Occupazione Veneto: in 3 mesi persi altri 30 mila posti di lavoro

Al 30 giugno 2012, rispetto allo stesso periodo dell´anno precedente, i posti di lavoro dipendente, in Veneto, sono diminuiti di circa 30 mila unità proseguendo il trend negativo cominciato a partire dell´estate 2011. Dall´inizio della crisi economica, secondo l’osservatorio occupazionale di Veneto Lavoro relativo al 2° trimestre 2012, si può contabilizzare una perdita di posti di lavoro pari a 90 mila unità.

Le perdite occupazionali continuano a essere concentrate nei settori che stanno attraversando le maggiori difficoltà economiche: costruzioni (-6.800 in un anno), metalmeccanica (-6.200), il legno e mobili (-3.100). Resistono concia, calzature e occhialeria per le quali si registrano un saldo negativo intorno al centinaio di unità. In controtendenza i servizi, con il terziario avanzato sostanzialmente stabile e i servizi sanitari e sociali che registra un saldo positivo di 600 posti. A livello provinciale il risultato di Treviso risulta quello più negativo -7.300 tra assunzioni e licenziamenti nell’arco dell’ultimo anno (3° trimestre 2011 / 2° trimestre 2012). Al 2° posto, in termini negativi, si colloca Vicenza (-5.300), seguita da Venezia (-5.000) e Verona (-4.900), mentre Padova segna -4.200 posti di lavoro.

Per quanto riguarda le tipologie contrattuali soffrono di più i contratti a tempo determinato (-17.200 in un anno), e gli apprendisti (-5.100), mentre resistono i contratti a tempo indeterminato (+1.300) e si registra un vero e proprio boom per i contratti a chiamata: 28.600 nuovi contratti nel 2° trimestre 2012, il 25% in più del 2011, che da soli formano circa due terzi delle nuove assunzioni in Veneto.

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