Novità sulla normativa per le grandi opere

In sintesi i principali contenuti del provvedimento che converte il Dl 179/2012 nella legge 221/2012

Credito d’imposta al Project financing. Resta a 500 milioni la soglia minima per la concessione del credito di imposta fino a un massimo del 50% dell’investimento alle opere da realizzare in project financing. Per queste opere non deve essere previsto contributo pubblico e deve essere accertata, tramite delibera Cipe, la non sostenibilità del piano economico-finanziario. Sono escluse le opere già aggiudicate.

Project bond. È stata confermata la possibilità per le società che gestiscono servizi pubblici locali e di telecomunicazione di emettere obbligazioni di progetto per il finanziamento di opere.

Reti di impresa. Anche le reti di impresa potranno partecipare al mercato dei lavori pubblici. I network di Pmi saranno assimilati a consorzi e raggruppamenti temporanei di imprese, modificando gli articoli 34 e 37 del codice.

Conferenza di servizi lunga. Nasce il contraddittorio lungo in caso di dissenso di una Regione o di una Provincia autonoma. Se l’amministrazione locale dovesse mostrare la propria opposizione al progetto, il Governo incardinerà una serie di tre incontri a distanza di trenta giorni l’uno dall’altro. E solo all’esito negativo di questi potrà comunque procedere senza il via libera della Regione.

Rete ferroviaria italiana. Passa per una modifica al Dlgs 163 anche il nuovo meccanismo di finanziamento di Rfi nelle opere transfrontaliere. Per le opere di legge obiettivo, nel caso di interventi il cui soggetto aggiudicatore non sia Rfi ma una società sua partecipata, i fondi dovranno essere assegnati dal Governo direttamente a Rfi. La norma è costruita per due ipotesi specifiche: il tunnel del Brennero e la Torino-Lione. In questi casi Rete ferroviaria italiana agisce all’interno di due consorzi internazionali: Bbt, insieme alle ferrovie austriache, e Ltf, insieme al gestore dell’infrastruttura francese. Il nuovo schema prevede che i fondi vengano assegnati a Rfi che, a sua volta, li trasferirà nel consorzio attraverso un aumento di capitale, sul modello di quanto già fanno i partner stranieri.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *