Servizi per anziani e disabili a rischio

I 270 milioni in meno previsti per il 2013 alle Asl venete impongono un riorganizzazione della spesa sanitaria. Se i Lea, livelli essenziali d’assistenza, continueranno ad essere erogati, le prestazioni non essenziali (leggasi extra-Lea), che per il Veneto hanno rappresentato fino ad oggi un fiore all’occhiello, verranno “bloccate”. Tali prestazioni, pari ad un ammontare di quasi 126 milioni, rimarranno sospese almeno fino a marzo, quando sarà più chiaro il bilancio socio-sanitario di previsione; ciò significa che ci saranno dei distinguo sui servizi offerti.

Le prestazioni sospese fanno riferimento alla sfera sanitaria e sociale: i servizi specialistici ambulatoriali di nicchia per le malattie rare (che nel 2011 pesarono per 3 milioni e 200mila euro), gli assegni di cura (oltre 56 milioni) ed altri interventi finalizzati al sostegno della famiglia e della persona non autosufficiente sono i primi della lista i cui pagamenti verranno momentaneamente bloccati. Nell’elenco delle prestazioni “a rischio” si considerano anche le iniziative di telesoccorso e teleassistenza (oltre 7 milioni), 8 milioni e 200mila euro per le attività socio-sanitarie a favore di persone con problemi psichiatrici, e 17 milioni a sostegno dei disabili. Altri 8 milioni per le prestazioni riabilitative nei centri diurni, i certificati per l’idoneità fisica (5,8 milioni) e il parto indolore (gratis fino a quando ci sarà copertura finanziaria).

Una minore disponibilità delle risorse impone controlli più rigidi e rigorosi su chi farà richiesta del sussidio e solo una volta verificate le condizioni ed il reddito del paziente si provvederà “ex post” ad erogare la cifra stabilita; non a tutti, quindi ,verranno preclusi i finanziamenti, ma i soldi arriveranno ben dopo l’erogazione della prestazione.

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