La novità arriva dal “trasferimento” dei fondi per la non autosufficienza e disabilità nei livelli essenziali di assistenza (LEA ) e quindi la spesa “è dovuta” e ricadrà nei bilanci della sanità. Gli assegni di cura che prima venivano affidati ai Comuni verranno trasformati in impegnative di cura domiciliare (ICD), strutturate secondo il bisogno:
1. basso bisogno assistenziale: bisogni rilevati dalla rete dei servizi sociali e dai medici di medicina generale
2. medio bisogno assistenziale: demenze con gravi disturbi comportamentali
3. alto bisogno assistenziale: disabilità gravissime con necessità di assistenza a domicilio 24 h su 24 h
4. grave disabilità psichica e intellettiva: che unisce gli interventi di promozione dell’autonomia e di aiuto personale
5. grave disabilità fisico-motoria: destinata agli adulti con capacità di autodeterminazione e destinatari, in alcuni casi, di progetti di Vita Indipendente
Il trasferimento alle Asl della domiciliarità per non autosufficienti e disabili avverrà dal 1° luglio e interesserà per il Veneto 49 mila persone che riceveranno le impegnative mensilmente e non più con i ritardi dei vecchi assegni.
Le impegnative di cura domiciliare verranno erogate attraverso il fondo LEA per 94 milioni di euro, mentre resteranno a carico degli extra-LEA circa 7 milioni per le prestazioni di bassa intensità; 2 milioni per le residenze sanitarie assistenziali e 8 milioni per i trasporti dei disabili nei Ceod.
