La fotografia della crisi in Veneto

Nel 2012 in Veneto calano i consumi e gli investimenti interni, la produzione industriale ha fatto segnare un -4%, mentre il primo trimestre del 2013 segna – 1,9%. La causa è da attribuirsi alla domanda interna che ha subito un ulteriore calo del 6,3%, ma ha cominciato ad affiorare anche una minore richiesta da parte dell’Europa, con l’export regionale che si è contratto dello 0,5%. Secondo la relazione della Banca d’Italia, rispetto al 2007 il Veneto ha perso 5,7 punti percentuali di Pil, contro il -3% del Nord ed il 4,5% della media Italia.

Chi va male. Per le costruzioni la crisi si protrae ormai da oltre 6 anni (2006/2007): si registra un lieve incremento dei lavori di recupero di abitazioni esistenti, grazie anche a provvedimenti legislativi come il piano casa o gli ecoincentivi. In profondo rosso, invece, risulta l’edilizia residenziale nel campo delle nuove realizzazioni con un numero di permessi nel 2010 inferiore di circa il 70% rispetto al picco registrato nel 2004.

Nel commercio prosegue il processo di ridimensionamento che non sembra estinguersi neppure nei primi mesi di quest’anno: secondo i dati camerali, infatti, nel 1° quadrimestre del 2013 in Veneto si sono registrate 754 chiusure di esercizi commerciali con la prospettiva di ulteriori cessazioni se non viene preso qualche provvedimento per rilanciare i consumi.

Chi va bene. In netta controtendenza si segnala l’industria agroalimentare, con una domanda estera che è cresciuta tra il 2007 e il 2011 del 36,2% (la crescita Italia è stata del 25,1

Il credito. Le sofferenze bancarie nel 2012 sono aumentate di circa il 20% rispetto al 2011 con segnali di aggravamento nel primo trimestre 2013.

Il mercato del lavoro. Si è registrata nel 2012 una sostanziale tenuta, grazie al ricorso alle ore di cassa integrazione autorizzate, ma anche alla scomparsa degli straordinari e al diffondersi dei contratti a orario ridotto. L’avvio del 2013 rivela invece un deterioramento determinato dell’incremento delle procedure fallimentari che nel 2012 sono state 1.070, circa il doppio dell’anno precedente

Previsioni. Dai dati previsionali emerge un quadro ancora negativo per il 2013, seppure con segnali di miglioramento, soprattutto per i comparti del Turismo (che tiene grazie alla presenza di turisti stranieri) e l’Agroalimentare.

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