Presentata la riforma della sanità in Veneto che ora verrà discussa nella 5^ commissione del Consiglio regionale e che prima dell’approvazione finale potrà essere modificata in base agli emendamenti che verranno presentati.
La riforma che definisce le “schede di dotazione ospedaliera-territoriale” privilegia la razionalizzazione delle risorse rispetto ai tagli della spesa. Si punta, infatti, ad una limitazione dei ricoveri tramite il rafforzamento delle cure territoriali con la nascita degli ospedali di comunità e delle medicine di gruppo integrate. Calano, dunque, i posti letto ospedalieri riservati ai malati acuti, ma crescono quelli di comunità destinati a riabilitazione e lungodegenza, che sorgeranno in reparti e padiglioni dismessi degli ospedali ma anche in case di riposo.
Il modello abbina le cure primarie (garantite dalla medicina generale) alle strutture di ricovero intermedie (Ospedali di comunità, Unità riabilitative territoriali e Hospice per malati terminali). In questo modo verranno allestiti dei team multiprofessionali ( medici e pediatri di famiglia, specialisti, medici di continuità assistenziale, assistenti sociali) che faranno a capo all’Ulss di competenza e potranno intervenire sui pazienti a seconda delle diverse richieste dei medici di famiglia o delle famiglie.
Un‘importante novità della riforma è la definizione della gerarchia degli ospedali, suddivisi in “hub” di riferimento europeo (le Aziende ospedaliere di Padova e Verona) con garanzia di risposta per le alte specialità, compiti di didattica e di ricerca; al secondo livello si collocano poi i poli di riferimento provinciale (gli ospedali di Mestre, Treviso, Vicenza, Belluno, Rovigo) e scendendo ulteriormente di livello si collocano gli altri presidi provinciali, concepiti su un bacino assistenziale di circa 200 mila abitanti.
All’interno del progetto sono state inserite, infine, le nuove direttive per la definizione della rete urgenza-emergenza che si articola in un coordinamento regionale e sette centrali operative su base provinciale; 44 le unità di pronto soccorso negli ospedali, 4 punti di primo intervento e altrettanti servizi di elisoccorso, 46 automediche e 100 ambulanze di soccorso avanzato.
