Lo stato di salute della Sanità Veneta

In termini di spesa por capite il Veneto, tra le regioni del Nordest, risulta quella più virtuosa: nel 2012, secondo i dati della Corte dei Conti, si attesta a 1.830 euro, mentre in Friuli Venezia Giulia supera quota duemila euro (2.097). Le provincie autonome di Bolzano e Trento sono in cima alla graduatoria nazionale per la spesa per abitante con un importo rispettivamente di 2.275 euro e 2.235 euro contro una media dell’Italia di 1.861 euro.

Segnali incoraggianti anche dai dati di bilancio: per il 2012, secondo i dati del Ministero della Salute, si rileva una avanzo di 6,1 milioni di euro, recuperando parte del gap registrato l’anno precedente (-37,8 milioni). Bene anche il Friuli Venezia Giulia con una differenza tra ricavi e costi pari a +14,5 milioni e la Provincia trentina (+5,3 milioni), mentre in Alto Adige il 2012 si chiude con disavanzo di 9 milioni.

Per quanto riguarda lo sblocco dei debiti nei giorni scorsi è passato in Commissione Sanità il disegno di legge secondo cui la Regione intende accedere al fondo nazionale istituito per pagare i debiti contratti dalle Usl con i fornitori. Il Veneto avrà in prestito 1 miliardo e 470 milioni di euro (770 milioni nel 2013 e 700 nel 2014), che dovrà restituire in trent’anni e con un tasso di interesse compreso tra il 3,15% e il 4%.  Tecnicamente l’operazione è resa possibile dalla legge 64 del Governo Monti: alle Regioni titolari di risparmi “congelati” presso la Tesoreria Unica per effetto del Patto di stabilità, è offerto un prestito pubblico proporzionale all’entità dei loro risparmi e vincolato all’esclusivo pagamento dei creditori. Ora il provvedimento passa al vaglio del Consiglio Regionale, ma in previsione sono possibili nuove modifiche al progetto di finanziamento.

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