Nella classifica Eurostat Italia ok per l’impiego di energia rinnovabile

Secondo gli ultimi dati Eurostat sulla diffusione delle fonti di energia rinnovabile (FER) nell’Unione Europea, l‘Italia è uno dei Paesi con il più alto tasso di crescita: a partire dal 2004, anno in cui le rinnovabili rappresentavano il 5,7% dell’energia finale consumata si è arrivati al 13,5% del 2012, e ad oggi ci si trova a tre punti e mezzo percentuali dall’ obiettivo comunitario del 17% fissato per il 2020 (quota di consumo di energia da fonti rinnovabili sul consumo finale lordo di energia).

A livello comunitario l’energia prodotta da fonti rinnovabili ha raggiunto il 14,1% nel 2012, in confronto all’8,3% del 2004, anno in cui sono iniziate le rilevazioni. L’incremento maggiore si è registrato in Svezia, Paese in cui il consumo di energie rinnovabili è passato dal 38,7% del 2004 al 51% del 2012, superando con otto anni di anticipo il target del 49% del 2020. Seguono Lettonia con una quota di rinnovabili pari al 35,8%, Finlandia (34,3%) e Austria (32,1%). L’Estonia, nel 2011, è stata la prima a raggiungere in anticipo l’obiettivo 2020 (rinnovabili a 25,2% nel 2012), seguita nel 2012 dalla Bulgaria (16,3%).

Consultando la classifica Eurostat, fanalini di coda, invece, sono Malta (1,4%), Lussemburgo (3,1%), Gran Bretagna (4,2%) e Olanda (4,5%)

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