Il terzo settore tra innovazione sociale e welfare locale

Questa edizione n. 4 dell’ “Agenda per la ripartenza” è dedicata a “Il terzo settore tra innovazione sociale e welfare locale”. Si focalizza sul Premio Angelo Ferro che ogni anno la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e Banca Intesa promuovono con una sempre più qualificata ed estesa partecipazione. Quest’anno sono pervenuti 330 progetti. Il Premio rappresenta certamente a Nord Est un evento di straordinario livello qualitativo per i casi che propone e i valori che promuove, mettendo “sotto la lente il funzionamento dell’economia sociale” (Tiziano Vecchiato). L’edizione di quest’anno, con la premiazione effettuata in piena chiusura da Covid, ha mostrato quasi profeticamente una sorta di surplus simbolico. Il premio, come ha suggestivamente evocato Marco Morganti, ha segnato una sorta di passaggio d’epoca in cui l’impresa sociale si integra sempre più direttamente con la costruzione di nuovi mercati, all’interno di una riscrittura globale delle fragilità e dei bisogni. Da un lato la comunità di cura “larga” cara ad Aldo Bonomi diventa il pilastro delle risposte alle fragilità fisiche e psichiche che attraversano il mondo post pandemico; dall’altro lato, forme innovative di economie sociali e sostenibili appaiono più congeniali a corrispondere ai bisogni che la pandemia ha scatenato, senza doversi piegare a logiche “corte” di mercato o a routine organizzative irrigidite. I progetti sostenibili nascono dal basso e, come ci insegna il caso della Cooperativa Insieme di Vicenza, vincitrice del premio, scorre su un pensiero lungo che, goccia dopo goccia, ha bucato la roccia del mainstream politicamente corretto. Il terzo settore non è più ancillare tra Stato e mercato, ma attraverso la sua capacitazione autonoma può costruire legame e senso di comunità lì dove la pubblica amministrazione e il mercato falliscono. I legami comunitari sono generatori autonomia di valore, come abbiamo imparato dall’associazione “La Rotonda” di Baranzate e la Cascina Don Guanella di Lecco.

Luca Romano

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