Nel periodo di crisi boom di fallimenti in Veneto, ma nel 2011 si registra un miglioramento: -4,4%

Nel 2011 a fronte di un incremento dei fallimenti in Italia (+7,4% rispetto all’anno precedente), nel Nordest si è invece registrato un calo che per il Veneto è stato quantificato in un -4,4%. Allargando però il fronte temporale nell’ultimo triennio in Veneto la crescita dei fallimenti è stata superiore alla media nazionale (+29,1% rispetto al periodo pre-crisi).

I dati del 2011. I fallimenti in Italia nel 2011 sono cresciuti di oltre il 7%, ma nel Nordest si è invece registrato un calo (-0,3%), dove Friuli Venezia Giulia (-3,4%), Veneto (-4,4%) e Trentino Alto Adige (-5,5%) hanno bilanciato la pesante performance dell’Emilia Romagna (+7,1%).
Secondo l’osservatorio Cerved il numero di fallimenti nel 2011 ha toccato quota 12.094, la più alta da quando è stata riformata la disciplina normativa in materia fallimentare e a parte il Nordest, nelle altre ripartizioni geografiche i fallimenti nel 2011 sono cresciuti in maniera considerevole a partire dal Nordovest (+8,4%), con la Lombardia a registrare un +9,8%. Il Lazio (+23,4%) trascina l’area centrale verso un considerevole +9,5%, ma è nel Mezzogiorno che si registra l’incremento più rilevante (+11,2%) con la Campania che registra il dato più consistente (+29,6%).
In termini dimensionali la crescita più sostenuta dei fallimenti si è verificata tra le società di capitali (+8,6% rispetto al 2010, mentre a livello di comparti i settori che hanno sofferto maggiormente sono stati i servizi (+10%) e le costruzioni (+7,8%), mentre l’industria, pur essendo il settore in cui si registra in termini assoluti il maggior numero di fallimenti, ha registrato un’inversione di tendenza rispetto al 2010 (-6,3%).

Il trend nel periodo di crisi. Tra il 2009 ed il 2011, la crescita dei fallimenti è stata del 29,1%, quasi 5 punti percentuali in più rispetto alla media nazionale. Se nel 2009 le aziende venete che sono fallite sono state 869, i fallimenti nel 2010 hanno raggiunto il numero record di 1.198, mentre l´anno scorso si sono attestati a 1.122 unità. I trasporti, l’edilizia, il commercio ed il metalmeccanico sono stati i settori più colpiti.

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