Polizza assicurativa per i non autosufficienti

Dall’OIC (Opera Immacolata Concezione) parte la proposta di affidare ad una polizza assicurativa l’ultima fase della propria vita. Se sopraggiunge la non autosufficienza sarà la compagnia ad aprire all’assicurato le porte di una struttura adeguata alle sue esigenze , concordata quando la persona è ancora nel pieno delle proprie facoltà. Nel caso in cui non sopraggiungesse la disabilità e la polizza comunque fosse stata stipulata, il denaro accumulato andrebbe nelle casse di un fondo destinato al sostegno della non autosufficienza.

L’assicurazione in sostanza andrebbe a pagare la retta che oggi le famiglie e, in parte la Regione come sussidio, pagano per ospitare un anziano o disabile in strutture per non autosufficienti. Le modalità di assicurazione sono varie e si può andare dalla polizza base, che copre il 25% della retta, a quella extra che copre l’intero ammontare del ricovero nella struttura. In termini di costo si stima che per una persona di 45 anni il premio oscilla dai 70 euro al mese per la fascia base ai 220 per l’extra, con importi a salire più la persona che stipula la polizza risulta in età avanzata.

Tale iniziativa, secondo quanto emerso dal convegno organizzato dall’OIC sabato 12 febbraio al Civitas Vitae della Mandria a Padova, può essere un punto di partenza per impostare un welfare più sostenibile, di fronte alla sempre minore disponibilità di risorse da destinare alla disabilità e alle strutture di ricovero per anziani e non autosufficienti.

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