Vicenza, Verona e il volano di un’unica Camera di Commercio

Il sindaco di Vicenza nei giorni scorsi si è lasciato andare ad un’intemerata contro “l’egemonia” di Verona” intervenendo sul tema della riorganizzazione del potere locale. Ma di che cosa si sta parlando? Con area o città metropolitana si sono confuse due cose diverse. Una è l’ente metropolitano che serve a Verona, in analogia con quello che sta succedendo a Venezia, per governare collegialmente con parecchie municipalità confinanti delle funzioni di area vasta: mobilità, infrastrutture, ambiente, economia; si spera sia composto dai sindaci, di secondo livello. Ben diversa da un accordo di programma metropolitano tra Vicenza e Verona, che non crea nessun ente, ma stabilisce obiettivi prioritari condivisi. Quali? Non c’è che l’imbarazzo della scelta. Ma c’è un tema di particolare urgenza: le multi utility. In questi giorni si perfeziona la fusione tra Hera e Aps Acegas: un gigante da 4,5 miliardi di fatturato, ventesimo in borsa, con 140 milioni di utile che solo a Padova permette quest’anno di raddoppiare i dividendi. Un matrimonio di interesse è stato spiegato dai protagonisti, visto che dal gennaio 2013 potranno partecipare anche i colossi stranieri alla gestione di gas, acqua e rifiuti. Gennaio 2013: i tempi sono scaduti!

E Aim e Agsm dove pensano di andare in questo nuovo contesto? Aim, che fattura 274 milioni, è ormai un microbo. E un eventuale governo Bersani, pensano che darà retta A2A, Iren, Hera e alle microscopiche gestioni in house rimaste nel Nord? Se la politica è in ritardo, le forze economiche e sindacali devono essere più incisive. L’elezione alla presidenza degli industriali di Giuseppe Zigliotto era stata accompagnata da sue dichiarazioni di forte critica all’immobilismo di molti organismi, tra cui le Camere di Commercio. Zigliotto ha ragione. Siamo da quattro anni in profonda crisi economica,, probabilmente ci staremo almeno altrettanti. Le Camere sono le case delle imprese. La legge assegna compiti e funzioni di straordinaria importanza: semplificazione burocratica, promozione del territorio e delle economie locali, supporto all’internazionalizzazione e promozione dell’innovazione. In realtà molto spesso operano con criteri da Pubblica Amministrazione, separate, autoreferenziali. Per esempio sull’innovazione esiste una regia integrata con la Regione, le Università, i Parchi Scientifici?. Nessuno se ne è accorto. Perché non esiste. Ebbene, perché non avviare la fusione delle Camere di Vicenza e Verona? Si affronterebbero insieme questioni strategiche come le infrastrutture (TAV, SFMR!), la logistica (Interporto e ..CIS?), ma anche un tema sottotraccia, che la competizione globale rende pressante: unificare le due fiere con una sola Spa che articoli in due sedi la sua programmazione. Già oggi la legge stabilisce che le Camere di Commercio possono accorpare le due rispettive circoscrizioni territoriali con voto a maggioranza qualificata dei propri Consigli. E visto che ci siamo aggiungiamo all’acronimo CCIAA anche la “T” di turismo, visto che è la prima economia del territorio. Anche qui una grande priorità: l’Expò 2015 si svolgerà fisicamente a Milano, ma è un’opportunità epocale per le filiere dell’agroalimentare, della sostenibilità ambientale, della salute; i prodotti ed i servizi di un’eccellenza italiana (e veneta) saranno viste da decine di milioni di operatori di tutto il mondo, come è possibile che la casa delle imprese, la Camera ViVer, non presiede all’organizzazione di questa straordinaria occasione?

Editoriale di Luca Romano, direttore di Local Area Network, pubblicato sul Corriere del Veneto di domenica 23 settembre 2012

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