Nuovi contratti di mobilità “assistita”

Con il contratto di mobilità assistita si propone a lavoratori in cassa integrazione di rinunciare alla loro cig (in anticipo rispetto alla fine del periodo) e firmare, invece, un contratto di mobilità “assistita”: la Regione offre a chi accetta la proposta un “bonus economico” che va ad aggiungersi all´indennità di mobilità, in modo da garantire più o meno la stessa cifra della cassa integrazione, e propone un periodo di lavoro in prova presso un’azienda che sia disponibile ad ospitare la persona. L’azienda in sostanza ottiene un lavoratore in più gratis, per sei mesi, e nello stesso tempo, se alla fine del periodo decide di stipulare un contratto con la persona che intanto è stata “formata” al lavoro, può godere anche di alcuni sgravi fiscali previsti dalla norma. Si tratta in pratica di un doppio incentivo anche per l’azienda. Il contratto “assistito” prevede quindi un tirocinio di inserimento lavorativo e anche un eventuale contributo per partecipare a un corso di formazione riconosciuto dalla Regione stessa. Per ora ci sono a disposizione 500mila euro e questa nuova modalità di somministrazione verrà affidata a Veneto Lavoro, che non avrà solo il compito di gestire i contributi ma, in collaborazione con l´Unità di crisi e con i sindacati, dovrà monitorare gli stati di crisi aziendali e assieme alle Agenzie e i Servizi per l´impiego dovrà trovare le aziende disponibili a seguire questo percorso con i lavoratori.

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