Servizi ferroviari carenti in Veneto

In Veneto sono almeno 152.000 i pendolari che ogni mattina prendono il treno e si spostano per lavoro o studio. Nel ventennio 1981 – 2001 (ultimo dato disponibile in base al censimento Istat) il bacino di utenza è aumentato del 76%; iI picchi tra il 1981 e 2001 sono stati registrati nella provincia di Belluno (88,1%) e in quella di Rovigo (83,1%); in terza posizione Verona con l’80,1%, seguita nell’ordine da Vicenza (79,5%), Treviso (78,2%), Padova (74,6%) e Venezia (60,9).

La qualità del servizio fornito però, in base al rapporto “Pendolaria 2012” di Legambiente, risulta deficitaria ed in Veneto, se a livello nazionale il 71% delle risorse è stato destinato a strade ed autostrade, il 15% alle ferrovie ed il 14% alle reti metropolitane (Legge Obbiettivo 2002-2012), la distribuzione dei finanziamenti è risultata maggiormente squilibrata a favore delle infrastrutture stradali, mentre la quota per il trasporto ferroviario si riduce al 7,6%.

I minori finanziamenti si possono rilevare considerando anche i dati forniti dalla Gazzetta Ufficiale: nel 2012 in Veneto tra finanziamenti dello Stato e regionali sono state investiti oltre 86 milioni di risorse, circa 17,5 € per abitante, un dato in linea a quello della Lombardia (16,9 €), ma nettamente più basso di quello relativo alla Toscana (38 €) e al Piemonte (36,2 €). Se si considerano, invece, gli stanziamenti per servizi aggiuntivi e materiale rotabile il dato Veneto (6,28 € per abitante) appare nettamente al di sotto di quello relativo a due regioni confinanti come Lombardia (11,42 € pro capite) e Friuli Venezia Giulia (11,13 €).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *