Grandi opere Veneto: aprile 2013

Sintesi sullo stato di avanzamento di alcune delle nuove grandi opere / infrastrutture del Veneto – Aprile 2013

 Pedemontana. Il piano economico e finanziario presentato a gennaio dal Consorzio Sis, che si è aggiudicato l’appalto per la Pedemontana e ha firmato la convenzione di concessione per la progettazione definitiva ed esecutiva, costruzione e gestione dell´opera nell´ottobre del 2009, è ancora in fase di trattativa. La questione che antepone il Consorzio alla Regione è legata a 330 milioni di euro, la differenza tra 1,8 miliardi riportati in calce al progetto preliminare e i 2,130 miliardi costo definitivo dell´opera. I 330 milioni in più derivano dalle modifiche di progetto richieste dagli enti pubblici lungo i 94 chilometri del percorso.

Per coprire la quota mancante il concessionario ha richiesto alla Regione di aumentare il contributo pubblico, ad oggi pari a 170 milioni (20 sono già stati concessi, altri 10,3 milioni sono in via di pagamento); la Regione dal canto suo ha escluso tale ipotesi così la strada che si è aperta è quella della defiscalizzazione delle arterie stradali in project financing.

Si tratta di una nuova opportunità prevista dalla legge varata negli ultimi mesi del Governo Monti e che si sta cominciando a sondare: si prevede, infatti, la sostituzione dei contributi pubblici con gli sgravi fiscali su Ires, Irpa e Iva generati durante il periodo di durata della concessione. Lo scopo è ridurre o azzerare il previsto contributo pubblico, cioè sostituire i finanziamenti a fondo perduto con gli sconti fiscali e recuperare nel caso specifico i 330 milioni mancanti.

 Valdastico Nord. Il Cipe ha dato il via libera al nuovo tratto della A31-Valdastico Nord da Piovene Rocchette a Lastebasse, l’ultimo Comune del Veneto prima del confine con la Provincia autonoma di Trento. Oltre non si è potuti andare, nonostante il progetto originario preveda di arrivare fino a Besenello (a metà tra Trento e Rovereto, dove la A31 dovrebbe collegarsi alla A22 Modena-Brennero), perché a tutt’oggi manca il via libera della Provincia autonoma, a cui la Corte costituzionale ha riconosciuto un legittimo potere di veto. La contrarietà trentina è legata a ragioni ambientali (il progetto prevede 27,8 chilometri in galleria e 4,6 chilometri di viadotti), ma anche logistiche e infrastrutturali visto che Trento punta al trasferimento massiccio delle merci su rotaia puntando al raddoppio della ferrovia del Brennero.

Alle difficoltà del progetto si aggiunge, poi, la condizione imposta dal governo ad A4 Holding, la società che gestisce oltre la A4 anche la A31, che per ottenere il rinnovo fino al 2026 della concessione in scadenza al 30 giugno deve poter realizzare il nuovo tratto di autostrada. La situazione per il momento rimane in stand by in attesa di trovare una soluzione che sblocchi l’attuale empasse.

Passante di Mestre. Project bond europei per pagare il Passante. È la soluzione che si appresta ad adottare Cav, la società che gestisce il Passante di Mestre e il vecchio tronco dell’A4 Padova-Mestre, ora A57. La difficoltà di aprire un nuovo mutuo per coprire una tranche di 600 milioni versata in anticipo da Anas, e solo in parte coperta dall’accensione quest’anno di un mutuo con la Bei (Banca europea degli investimenti) e Cassa depositi e prestiti (scadenza nel 2028), ha indotto il il cda della Cav ad inoltrare alla Bei la richiesta  di ammettere il Passante nella lista dei dieci progetti infrastrutturali, su cui si avvierà la fase sperimentale dell’Iniziativa “Project Bond Europa 2020”. Il piano, in sostanza, prevederebbe di pagare almeno una quota di 350-400 milioni di euro di debito del Passante, risolvendo così in sostanza il nodo dell’anticipo di cassa dell’Anas, con Project Bond emessi da Cav per investitori istituzionali (dai fondi pensione alle compagnie di assicurazione) e garantiti da Banca europea degli investimenti, che ha a disposizione un plafond di 230 milioni di euro, capace di movimentare investimenti su progetti per oltre 4 miliardi.

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