Sono pronte le linee guida che fisseranno le condizioni per l’accesso alla defiscalizzazione delle opere e potrebbero essere approvate dal Cipe già il prossimo 1° febbraio.
- Oltre che per le nuove opere la normativa prevede di compensare parte del contributo pubblico a fondo perduto con quanto dovuto per Ires e Irap anche per le opere già avviate, ma non in equilibrio economico-finanziario. La condizione sine qua non per beneficiare della defiscalizzazione è che la definizione di “opere strategiche” deve essere intesa nel senso più restrittivo di opere strategiche nazionali, ovvero quelle individuate con la legge Obiettivo tra cui la Pedemontana Veneta e l’Alta Velocità. Tale misura non vale, dunque, per le opere che risultano strategiche, ma che hanno una rilevanza più circoscritta.
- La possibilità o meno di beneficiare dello “sconto” fiscale dipende, poi, dal principio in base al quale le esenzioni più i contributi non potranno superare il 50% del valore del progetto e l’ammontare non sarà rinegoziabile.
- Un’ultima rilevante novità è l’introduzione di un limite di tempo massimo per ottenere i finanziamenti da parte dei concessionari. Questo provvedimento, che vale solo per i nuovi progetti in partenariato pubblico / privato, prevede la decadenza, senza diritto a indennizzo, della concessione se le risorse necessarie ai lavori non sono disponibili entro 12 mesi dall’approvazione dei progetti definitivi.

One Reply to “Linee guida per la defiscalizzazione delle grandi opere”