L’Unione Europea investe sui porti italiani

In Europa il 74% delle merci trasportato via mare transita per soli tre porti: Rotterdam (370,3 mln tonnellate), Amburgo ( 168,5 mln tonnellate) e Anversa (114,4 mln tonnellate). La crescita prevista del traffico via mare spinge però ad investire su altri porti ed in questo senso ne sono stati individuati in tutta Europa 319 di prioritari, di cui 39 sono italiani. Nella Top 20, come volume di traffico, rientrano Genova (13°), Trieste (14°) e Taranto (16°), ma nel Nordest anche Venezia, con il dislocamento della piattaforma logistica a Padova, rappresenta un’infrastruttura su cui investire. Per potenziare questi nuovi scali l’ Unione Europea sta definendo un pacchetto normativo, che dovrebbe entrare in vigore entro due anni, per favorire una semplificazione burocratica, maggiore autonomia finanziaria e commerciale per le Autorità portuali, con la possibilità di imporre i diritti per l’uso delle infrastrutture in una chiave “imprenditoriale”.

Si tratta di un’opportunità anche per l’Italia, ma prima si deve risolvere il problema dei collegamenti dei porti via ferro e gomma attraverso i corridoi trans-europei.

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