Il nuovo sistema di trasporti ferroviario in Veneto e le sue criticità

A meno di una settimana dall’entrata in vigore dell’orario cadenzato dei treni (15 dicembre) con tutte le polemiche che ne seguono per i tagli ed i disagi, il rapporto di Legambiente, nell’ambito della campagna Pendolaria 2013, ha elaborato una selezione delle tratte ferroviarie peggiori d’Italia, tra riduzioni delle corse, lentezza, disservizi e sovraffollamento.

Al quarto posto, dopo la Circumvesuviana di Napoli, la Roma-Nettuno e le 13 linee ferroviarie tagliate a Torino, si colloca la linea Padova-Belluno-Calalzo. Per questa tratta, secondo quanto riportato da Legambiente, gli utenti lamentano un peggioramento della qualità del servizio, con ritardi e soppressioni a sorpresa e senza alternative sostitutive su gomma.

Per quanto riguarda il nuovo sistema di trasporti ferroviario tra le novità sostanziali del nuovo orario cadenzato è previsto un collegamento costante tra Venezia e Verona: si parla di regionali veloci che ad ogni ora partono da Verona Porta Nuova e raggiungono la stazione di Venezia S.Lucia dopo circa 1 h e 20 minuti, così come in senso inverso collegando le stazioni intermedie di Mestre, Padova, Vicenza, San Bonifacio e Verona Porta Vescovo. L’altra novità importante è la soppressione dei regionali per Milano. Chi deve proseguire per il capoluogo lombardo deve cambiare a Verona: la soppressione delle attuali quattro coppie di interregionali veloci Milano-Venezia, sarà sostituita, secondo il programma di Trenitalia in accordo con la Regione, da 13 coppie giornaliere di “Frecce” regionali Venezia-Verona che oggi non ci sono e che si affiancheranno ai treni cadenzati Milano-Verona di TreNord.

Intanto la Regione Veneto, alla luce delle numerose osservazioni e manifestazioni di protesta da parte degli utenti, comincia a considerare la possibilità di intervenire sul nuovo orario, anche dopo l’entrata in vigore del servizio cadenzato per valutare le problematiche e provvedere agli eventuali aggiustamenti.

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