Contributi alla riflessione sulla ripartenza post emergenza Covid-19 / 4

Riflettendo sull’affermazione della virologa Ilaria Capua che i nonni dovranno essere “separati” dai propri nipoti il prossimo inverno, penso all’impatto che deriverà dalla necessità di “sostituire” la cura familiare, che potrebbe ora rappresentare un rischio, con una cura da parte della comunità. Già solo questo richiede la generazione di un nuovo welfare di comunità. Forse questa nuova esigenza sarà purtroppo mitigata dalla presenza di mamme o papà a casa che nel frattempo hanno perso il lavoro, ma nel nostro territorio speriamo che ciò sia davvero minimo. Resterà sicuramente maggiore l’esigenza di cura dei figli. Altro aspetto é che non si potranno assembrare i bambini e ragazzini in affollati doposcuola, quindi ancor di più vanno pensati servizi diffusi con pochi bambini…utilizzando magari la formula del nido famiglia, già prevista dalla Regione Veneto, su scala quindi comunale e per età almeno fino alla terza media. 

Potrebbe essere un’idea parlarne con l’assessore al sociale del proprio Comune? Nell’emergenza si potrebbero gestire questi servizi tramite cooperative con la collaborazione di persone disponibili e con un minimo di requisiti, e adibire locali anche parrocchiali oramai quasi ” dismessi”?

Da dove iniziare?

Marisa Cacciavillan

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