L’industria della salute

La pandemia scatenata dal virus Covid 19 avrà tra i suoi effetti epocali quello di aver prodotto un gigantesco processo di cambiamento dei bisogni, sul quale sarà da riscrivere tutta la tavola della domanda di beni su scala globale. Una delle rarissime certezze che abbiamo in questo cambiamento colossale è la crescita esponenziale della domanda di salute, in termini di strutture sanitarie, di presenza medica territoriale, di farmaceutica, di prevenzione e di assistenza. Sarà uno sviluppo selettivo sul lato dell’offerta, coordinato soprattutto con le aree terapeutiche emergenti. Ulteriori flussi di investimento stanno interessando l’industria della salute nelle sue articolazioni più significative: farmaceutica, biomedicale e biotech. Le nuove generazioni di farmaci, le innovazioni tecnologiche nel biomed e le ricerche sempre più complesse nel biotech hanno una ricaduta sempre più efficace sui vaccini, sulle patologie croniche, le malattie rare o quelle difficilmente curabili.

L’Italia nell’ultimo decennio ha conquistato in questi settori una leadership produttiva europea, come ricorda con orgoglio Massimo Scaccabarozzi, Presidente di Farmindustria, nella stimolante e approfondita intervista che riportiamo. Se ne evince che per il nostro Paese, contrariamente ai torrenziali luoghi comuni che dicono l’opposto, è possibile saper crescere in un settore avanzato, strategico e ad alto tasso di innovazione. Da dove nasce questa capacità? Sono quattro i pilastri di questo caso di successo: gli investimenti globali che affiancano quelli dei campioni nazionali, come documenta l’intervento di Alfredo L. Parato, Human Resources Director della multinazionale britannica GlaxoSmithKline; la qualità professionale del personale di questa industria così particolare anche per la carica emotiva ed etica che ha dimostrato durante l’emergenza; qualità che, sia detto per inciso, deriva anche dagli ottimi percorsi universitari che offre il nostro sistema e che non per caso è supportata dal migliore modello di relazioni sindacali del nostro Paese, come conferma Paolo Pirani segretario generale della UILTEC; la varietà delle reti della ricerca e dell’innovazione che in questo ambito si avvalgono di una felice ibridazione tra mondo pubblico, privato e no profit; il rapporto tra industria della salute e sistema sanitario nazionale.

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