Donne+: la doppia conciliazione nella crisi economica

Più donne al lavoro, ma con la crisi aumenta la difficoltà della conciliazione tra famiglia e lavoro, e tra carenza di redditi e welfare. Dati evidenti nella ricerca di Progetto D+ – LAN pubblicata sui giornali FINEGIL

AUMENTA L’OCCUPAZIONE FEMMINILE IN VENETO
Fra il 2007 e il 2012, il tasso di occupazione delle donne venete è cresciuto dello 0,2%, mentre quello degli uomini è calato del 3%. I recenti dati di Unioncamere, inoltre, offrono il quadro positivo dell’imprenditoria: nel 2012, le imprese femminili sono il 21,9% delle imprese totali registrate in Regione; esse hanno raggiunto quota 109.468 (+0,3% rispetto al 2011), costituendo il 7,6% dello stock nazionale.

LE DIFFICOLTÀ DEL WELFARE
Se, da un lato, è alla forza lavoro femminile che si deve il mantenimento dei livelli occupazionali, i tagli al welfare – e quindi ai servizi alla famiglia di cui le donne venete usufruiscono e in cui la maggior parte di esse opera – costringeranno sempre più alla scelta fra lavoro e famiglia.
Chi oggi, invece, ha fra i 15 e i 29 anni, ha un tasso di scolarizzazione più elevato e un più alto livello di occupabilità ma, proprio a causa del lavoro e del costo della vita, mette a serio rischio la costruzione di una famiglia. Al contrario della fascia precedente, non trova welfare per questo: né servizi, né incentivi, né defiscalizzazioni. In sintesi, le nuove generazioni di donne preparate a lanciarsi con successo nel mondo del lavoro saranno costrette a scegliere fra lavoro e famiglia.

Leggi l’articolo pubblicato sui giornali FINEGIL 30/06/13

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