Politiche industriali e relazioni sindacali/1

Intervento di MAURIZIO CASTRO, manager di lungo corso, esperto di relazioni industriali e di gestione di crisi aziendali

Credo che sia indispensabile governare i processi della ripartenza assicurando il consenso sociale. Di qui, l’indispensabile ruolo delle relazioni industriali e di una loro governance concertativa.
Queste le mie proposte:

a) attivazione in tutte le imprese e i gruppi di taglia medio-grande (oltre i 250 dipendenti e i 50 milioni di ricavi) di un comitato permanente di consultazione fra la direzione e le organizzazioni/rappresentanze sindacali, funzionale a individuare i percorsi strategici, le misure competitive e le azioni organizzative più adatte a rafforzare la posizione aziendale  nei mercati attraverso la rimappatura delle catene di fornitura e l’approvvigionamento di risorse finanziarie per l’innovazione di prodotto, la crescita per acquisizioni, l’accelerazione tecnologica, ecc.;

b) attivazione a livello regionale di un osservatorio per la ripartenza che raccolga fra le associazioni datoriali e le organizzazioni sindacali di settore e di categoria, con il coordinamento della Regione e con l’assistenza di un comitato scientifico ristretto selezionato fra le migliori competenze accademiche, manageriali e amministrative venete, i dati informativi necessari a prevenire le aree di crisi, organizzare il risanamento di quelle in corso, individuare le aziende, i comparti e le filiere su cui condensare gli incentivi e i supporti pubblici perché fungano da vettori di una ripresa economica qualificata, coordinare e guidare i processi di sviluppo dimensionale e di concentrazione strategica dei sistemi d’impresa, orientare le azioni di distribuzione di risorse e strumenti finanziari da parte degli istituti di credito, ecc.;

c) costituzione a livello regionale, con il coordinamento dell’assessorato al lavoro, di una unità di supporto, costituita da esperti riconosciuti di diritto del lavoro e delle relazioni industriali, di economia del lavoro e di organizzazione aziendale, per l’elaborazione e la definizione degli strumenti contrattuali, regolamentari e normativi congrui a favorire la fase iniziale della ripartenza (deroghe ex art. 8 l. 148/2011, ESOP, misure di welfare territoriale e aziendale, fondi di solidarietà, forme di bilateralità, SPV per interventi congiunti di ristrutturazione e reindustrializzazione, ecc.);

d) costituzione a livello regionale di una task force per la mobilitazione delle pubbliche amministrazioni, costituita da dirigenti pubblici, studiosi ed esperti di policy pubbliche, di amministrazione e di management, con il compito di elaborare un progetto per l’integrazione delle iniziative di ripartenza economica post-Covid delle imprese con le iniziative di accompagnamento e di facilitazione delle medesime da parte delle pubbliche amministrazioni attive nel territorio regionale e incaricate del relativo presidio;

e) costituzione di un commissariato regionale per i lavori pubblici e di interesse pubblico, incaricato di promuovere e coordinare un piano straordinario di lavori pubblici, attivato secondo il modello keynesiano, attraverso la collocazione sul mercato, la ristrutturazione e la riqualificazione, con procedure semplificatissime e in deroga agli strumenti urbanistici vigenti, delle principali aree urbane e dei più significativi complessi immobiliari  attualmente dismessi, di proprietà pubblica e privata, presenti in Veneto (caserme, fabbriche, depositi, palazzi, ecc.);

f) l’adozione a livello regionale di un piano di incentivazione straordinaria (normativa e finanziaria) all’adeguamento dei livelli di compliance da parte delle aziende, così da pervenire entro 12-18 mesi all’adozione in tutte le imprese venete significative dei modelli di amministrazione, gestione e controllo previsti e prescritti dal D. Lgs. 231/2001, dal D. Lgs. 254/2016, dall’art. 2086 cod. civ., ecc. e dei bilanci sociali secondo i migliori standard internazionali (GRI, ecc.).

 

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